La modifica dell'assegno divorzile: quando è possibile ottenerne la riduzione

Le disposizioni della sentenza di divorzio concernenti le condizioni economiche possono essere sempre modificate o revocate dal Tribunale su istanza di uno dei coniugi divorziati.

 

Con particolare riferimento alle condizioni economiche, tale mutamento riguarda la quantificazione e le modalità di versamento dell'assegno divorzile o di mantenimento. In alternativa al provvedimento giudiziale, è ora possibile concordare la modifica delle condizioni di divorzio mediante un accordo da raggiungersi con la negoziazione assistita da avvocati. Si può altresì richiedere semplicemente l’adeguamento dell’importo parametrato all’aumento dell’inflazione. Anche sotto questo profilo viene in rilievo il disposto, già citato, del nuovo art. 337-quinquies cod. civ., secondo il quale la modifica del contributo può essere chiesta in ogni tempo.

I PRESUPPOSTI PER LA MODIFICA DELL'ASSEGNO

 I presupposti per richiedere la modificazione (REVISIONE  dell'assegno) delle condizioni di divorzio variano a seconda dei casi. E' necessario che ricorrano giustificati motivi sopravvenuti quali, a titolo esemplificativo:

- Le effettive condizioni economiche di uno dei coniugi sono cambiate. In caso di miglioramento delle condizioni economiche del coniuge avente diritto all’assegno divorzile, il coniuge tenuto al versamento non può decidere di sospendere l’erogazione della somma o di ridurne l’importo senza aver prima ottenuto una pronuncia favorevole da parte del Tribunale.

- L’avvio di una convivenza da parte del coniuge avente diritto a percepire l’assegno divorzile può giustificare, da parte dell’altro coniuge, una richiesta di revisione dell’importo dell’assegno.

- L’avvio di una convivenza da parte del coniuge obbligato a versare l’assegno divorzile all’altro coniuge può giustificare, da parte del primo coniuge, una richiesta di revisione dell’importo dell’assegno. In tali casi è possibile chiedere ed ottenere la riduzione dell'assegno e finanche l'azzeramento!

Non conta più il precedente tenore di vita coniugale

La Cassazione con la recente sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017  ha statuito i nuovi indici per la determinazione dell’assegno stabilendo che bisogna considerare solo l’autosufficienza economica. La Cassazione praticamente superato il vecchio criterio di determinazione dell’assegno divorzile: non è necessario più considerare il tenore di vita in costanza di matrimonio, è sufficiente verificare se il coniuge sia economicamente autosufficiente.

Il matrimonio non è più una “sistemazione definitiva”

Viene abbandonata la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come “sistemazione” definitiva dei coniugi. Il matrimonio, quale atto di piena libertà, oggi comporta anche una autoresponsabilità che i coniugi devono assumersi, il matrimonio (si legge nella sentenza) è da considerarsi pertanto come “comunione di vita ed in quanto tale dissolubile”. La Cassazione precisa come  “non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell'ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale».

Quando lo stato di bisogno è solo il frutto del capriccio e della pigrizia il mantenimento va negato. Ad esempio la donna giovane, in grado di lavorare e, quindi, di reperire con la propria attività quel reddito necessario a mantenere lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio, non ha diritto ad alcun mantenimento. E ciò anche se, durante l’unione, svolgeva mansioni di casalinga. Non si può obbligare l’uomo a mantenere la donna (o voceversa) se quest’ultima ha le risorse fisiche e mentali per guadagnare. A tal fine, anche un’attività saltuaria potrebbe rilevare come motivo per chiedere la revisione delle condizioni di mantenimento e azzerare l’assegno. Di fondamentale importanza è che la dimostrazione della “difficoltà economica” e della “impossibilità a procurarsi un reddito” spetta alla donna ( Cass. sent. n. 11870/2015)

Nel corso della fase istruttoria i mezzi di prova utilizzabili sono i più disparati: prova testimoniale, consulenza tecnica d’ufficio, relazione degli assistenti sociali, indagini patrimoniali e accertamenti della Polizia Tributaria, ecc.

RICHIEDI consulenza in merito alla riduzione dell'assegno di mantenimento o divorzile.