Gratuito patrocinio: requisiti per l'assistenza giudiziale gratuita

Gratuito patrocinio: come farsi assistere gratuitamente

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L'ordinamento giuridico garantisce a tutti coloro che non hanno i mezzi economici sufficienti per nominare un avvocato ed affrontare i costi di un processo, la possibilità di essere rappresentati in giudizio, sia per agire che per difendere i propri diritti ed interessi legittimi, usufruendo dell'istituto del patrocinio a spese dello Stato (o gratuito patrocinio).
La disciplina del gratuito patrocinio è contenuta negli artt. 74-145 del D.p.r. 30.5.2002, n. 115, "Testo unico in materia di spese di giustizia" (modificato da ultimo dalla l. 27.12.2013, n. 147), che provvede a fissare i requisiti e le modalità per essere ammessi al beneficio.

Soggetti interessati

Ex artt. 74 e 119 del D.p.r. n. 115/2002, sono ammessi a richiedere il beneficio del gratuito patrocinio: i cittadini italiani; gli stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare e gli apolidi; nonché gli enti o le associazioni che non perseguono fini di lucro e non esercitano attività economica.

Ambiti di applicazione

Il gratuito patrocinio è assicurato nei processi civili, amministrativi, contabili, tributari e nelle cause di volontaria giurisdizione (ad esempio, separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.), purché non si tratti di questioni manifestamente infondate.
È, altresì, assicurato nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile o civilmente obbligato per la pena pecuniaria.
L'ammissione è valida, ex art. 75 del D.p.r. n. 115/2002, in ogni grado e fase del processo (anche in Cassazione, purché il legale sia abilitato al patrocinio) e per tutte le procedure, derivate e accidentali, comunque connesse.
L'istituto è ammissibile solo per l'attività giudiziale (e non per quella stragiudiziale), ritenendo ivi comprese sia le azioni strettamente processuali che quelle prestate dal legale, in esecuzione del mandato conferito, al di fuori del giudizio purchè direttamente collegate allo stesso.

Requisiti di reddito

Il requisito principale per poter chiedere l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato è il possesso di un reddito annuo non superiore ad € 11.528,41.
Ai fini del computo, il reddito considerato è quello imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione Irpef.
N.B. Se l'interessato convive con il coniuge e/o con altri familiari il reddito considerato è quello risultante dalla somma dei redditi dell'intero nucleo familiare.
L'art. 76 del testo unico prevede che si tenga conto solo del reddito dell'interessato nelle cause che hanno per oggetto diritti della personalità ed in quelle in cui vi è conflitto di interessi con gli altri componenti del nucleo familiare.

Per il patrocinio in ambito penale, ex art. 92 T.U., il limite reddituale è elevato di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

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Chi viene ammesso al patrocinio può anche nominare un consulente tecnico di parte, nei casi previsti dalla legge per le materie di particolari complessità.
Sia al difensore che al CT di parte è vietato chiedere o percepire dall'interessato compensi o rimborsi a qualsiasi titolo. Al termine di ogni fase o grado del processo e, in ogni caso, al momento della cessazione dell'incarico, gli onorari e le spese a loro spettanti saranno liquidati con decreto dall'autorità giudiziaria.